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mercoledì 10 settembre 2014


Racconti di viaggio

Abitata da ben 7000 anni, ATENE rappresenta la culla della civiltà europea. La città fiorì nel V secolo a. C. quando gli ateniesi detenevano il controllo di buona parte del Mediterraneo orientale. Gli edifici di questo periodo, compresi quelli nell'antica Agorà e sull'Acropoli, si trovano prevalentemente nella parte meridionale della città. 
Quella settentrionale si è sviluppata a partire dal 1800 circa, quando re Ottone fece di Atene la nuova capitale della Grecia. Gli architetti del re progettarono la nuova città in stile europeo con larghi viali fiancheggiati da alberi sui quali sorsero subito numerosi edifici pubblici e dimore in stile neoclassico. Questi eleganti edifici sono oggi occupati dalle grandi banche, dalle ambasciate e da istituzioni pubbliche, come l'Università e la Biblioteca. La raffinata area residenziale di Kolonàki è situata nella parte nord del centro cittadino, così come l'area cosmopolita attorno a Patriàrchou Ioakeìm e Irodòtou, strade che si caratterizzano per gli splendidi negozi e i locali di intrattenimento. Quasi tutti i migliori musei di Atene, compreso il Museo Archeologico Nazionale, sorgono in questa zona della città.

Ciò che bisogna assolutamente vedere ad Atene:

☺ Monastiràki, questa antica zona della città deve il proprio nome a un piccolo monastero ubicato a Plateìa Monastirakìou. Un tempo centro dell'Atene musulmana, Monastiràki ospita ancora un bazar e un mercato che espongono di tutto, dalle chincaglierie ai gioielli. La domenica mattina, quando i negozi sono chiusi, il mercato si anima. Durante la settimana i negozi della zona circostante offrono pressochè gli stessi prodotti. Ogni negozio ha una propria specialità, perciò guardatevi intorno prima di fare un acquisto. 
Le moschee Fethiye e Tsistaràki, documentano il passato orientale della zona. La moschea Fethiye, all'angolo dell'Agorà romana, fu costruita dai turchi alla fine del XV secolo per celebrare l'occupazione di Atene. La moschea Tsistaràki è sede del Museo Kyriazòpoulos, questo edificio fa parte del Museo di Arte popolare Greca. Aperto nel 1974, espone circa 800 ceramiche provenienti da tutta la Grecia.
A Monastiràki sono evidenti anche le influenze romane. La zona fiancheggia l'Agorà romana e comprende i resti della Biblioteca di Adriano e la curiosa Torre dei Venti, un orologio idraulico di età ellenistica a pianta ottagonale, dove sono raffigurate le personificazioni degli otto venti. La Torre dei Venti non è visitabile all'interno e non si sa quando ne sia prevista la riapertura.
Piazza Monastiraki


                   Biblioteca di Adriano, nell'Agorà romana. 


Torre dei Venti, nell'Agorà romana. 

 ☺ L'antica Agorà, o piazza del mercato, costituì il cuore politico dell'antica Atene a partire dal 600 a. C. La democrazia era esercitata nel Bouleuterion (Consiglio), nelle corti di giustizia e nelle assemblee popolari. Socrate venne accusato e condannato qui, nella prigione di stato, nel 399 a.C. I teatri, le scuole e le stoà gremite di negozi contribuivano a fare della piazza il centro della vita sociale e commerciale. Nell'Agorà aveva sede anche la zecca, che coniava monete in argento. La Scuola americana di Studi Classici cominciò gli scavi in questo luogo negli anni Trenta del Novecento; da allora sono stati rinvenuti resti di un complesso di edifici pubblici. Qui si possono ammirare:
La Statua di Adriano, l'imperatore romano ebbe Atene sotto la sua autorità. La statua è del II secolo d. C.



Odeion di Agrippa, questa statua di un tritone (creatura umana e pisciforme) adornava un tempo la facciata dell'Odeion di Agrippa. Risale al 150 d. C. e si trova ora nel Museo dell'Agorà.



Efaistièion, noto anche come Theséion, è l'edificio meglio conservato del luogo (449-440 a.C.).



Stoà di Attalo è un edificio a porticato fondato da re Attalo di Pergamo (regno 159-138 a.C), dominava la parte orientale dell'Agorà fino a che non venne incendiata dagli eruli nel 267 d. C. Ricostruita sulle fondazioni originarie e con gli antichi materiali, ospita ora un museo il cui materiale espositivo rivela la grande raffinatezza della vita antica. 

☺ Acropoli, significa letteralmente "città alta" (àkros "alto", pòlis "città"). Posta dunque in posizione dominante rispetto al resto dell'insediamento, in età micenea ospitava la residenza fortificata del re ed era connotata da caratteri difensivi e politici. A metà del V a. C. Pericle si fece promotore di un grandioso programma di riedificazione della città di Atene, la cui realizzazione simboleggiò i successi politici e culturali della Grecia. La costruzione di tre templi splendidi e una porta monumentale trasformarono l'Acropoli. Il teatro di Dionisio, sul pendio sud, subì un'ulteriore trasformazione, mentre il teatro di Erode Attico venne aggiunto nel II secolo d. C. Da non perdere:

Il Partenone è uno degli edifici più famosi del mondo, questo tempio, iniziato nel 447 a.C. fu progettato da Callicrate e Ictino, per ospitare la Statua di Atena Parthenos (fanciulla), scolpita da Fidia. Dopo nove anni di costruzione, il tempio fu dedicato alla dea nel 438 a. C. Nel corso dei secoli è stato più volte riadattato divenendo chiesa, moschea e arsenale, ma anche subito ingenti danni. Rimane, tuttavia, l'espressione massima della gloria dell'antica civiltà greca, il Partenone è ancora oggi l'emblema della città di Atene. 

Sono poche le sculture rimaste del famoso tempio dedicato ad Atena; questa si trova nella parte ovest del timpano.



La Loggetta delle Cariatidi, queste statue di donne vennero usate al posto delle colonne nel portico sud dell'Eretteo. Gli originali, si possono ammirare nel Museo dell'Acropoli, sono stati sostituiti da copie. 


Tempio di Atena Nike, questo tempo di Atena vittoriosa, fu costruito nel 427-424 a. C.



Teatro di Erode Attico, detto anche Odeion di Erode Attico, questo stupendo teatro fu costruito nel 161 d. C. Venne restaurato nel 1955 ed è oggi adibito a concerti all'aperto. 



 Teatro di Dionisio, nell'edificio si trova questa statua del satiro Sileno. Il teatro che vediamo oggi fu costruito da Licurgo nel 342-326 a. C. 


☺ Il Museo dell'Acropoli, raccoglie esclusivamente materiali rinvenuti sull'Acropoli: nucleo principale della collezione sono le statue e i frammenti di decorazione architettonica arcaica profanati dai persiani nel 480 a.C., cui si aggiungono sculture del periodo classico. Dal 2009 la collezione è esposta nella nuova, ampia e moderna sede del museo alle pendici dell'acropoli. Il nuovo museo dell'Acropoli al suo interno riunisce - in uno spazio ricostruito delle esatte dimensioni e orientamento del Partenone - tutte le parti del fregio appartenenti al governo greco e quelle in corso di restituzione (gran parte dei fregi del Partenone si trovano al British Museum di Londra).

Mura antiche all'ingresso del Nuovo Museo dell'Acropoli. 


Gli originali delle Cariatidi custoditi nel Nuovo Museo dell'Acropoli.



☺ Il Museo Archeologico Nazionale fu inaugurato nel 1891 e radunò una collezione i cui pezzi erano in precedenza custoditi in diverse parti della città. L'inestimabile raccolta venne poi dispersa e raccolta sotto terra durante la Seconda Guerra Mondiale per sottrarla alla distruzione. Il museo riaprì nel 1946 e il conseguente riallestimento hanno permesso di rendere giustizia alle formidabili raccolte. Gli oggetti in mostra, pezzi unici e vari che vanno da manufatti micenei in oro, dalle innumerevoli sculture alle ceramiche e ai gioielli, fanno sicuramente di questo museo uno dei più prestigiosi al mondo. 
Da non perdere:


Cronide di Capo Artemisio: la Statua in bronzo dell'Antica Grecia fu recuperata nel 1928 sott'acqua nei pressi dei fondali marini antistanti Capo Artemisio, nell'odierna Eubea.


Efebo di Anticitera: il giovane raffigurato da questa elegante statua bronzea ellenistica, ritrovata al largo dell'isola di Anciterra nel 1900.


La Maschera di Agamennone: un tempo si pensava che questa maschera mortuaria d'oro, rinvenuta a Micene da Schliemann, fosse appartenuta al leggendario re Agamennone. Risale al 1500 a. C. circa.



Gli Affreschi di Thera del 1500 a. C. furono rinvenuti sull'isola di Santorini. Questo è chiamato "Il Pescatore".



☺ La Pláka è il centro storico di Atene. Sebbene non siano molte le case anteriori al periodo ottomano, questa è la più antica area della città abitata. Nonostante gli innumerevoli turisti e i molti ateniesi che si recano nelle taverne o che curiosano nei negozi di antiquari, la Pláka conserva ancora l'atmosfera propria di un quartiere residenziale.
Interessanti da visitare:

Panagia Gorgoepikoos, questa piccola chiesa del XXII secolo, conosciuta anche come Piccola Cattedrale, conserva apprezzabili sculture.





Il Tempio di Zeus Olimpio è il più grande della Grecia e nelle dimensioni supera anche il Partenone. I lavori di edificazione iniziarono nel VI secolo a. C. sotto il regno del tiranno Pisistrato, che si ritiene ne promosse la costruzione per guadagnarsi il favore della gente. Molti furono i tentativi di completare il tempio, che rimase però incompiuto 650 anni. L'imperatore romano Adriano dedico l'edificio religioso a Zeus Olimpio durante le grandi Grandi Panatenee del 132 d. C., in occasione della sua seconda visita ad Atene. Delle 104 colonne corinzie originali, alte 17 m, sono sol 15 quelle rimaste, ma bastano comunque per dare l'idea delle enorme dimensioni di questo tempio. Il tempio si trova accanto all'arco di Adriano risalente al 131 d. C., eretto appositamente per segnare il confine tra la città antica e la nuova Atene di Adriano.

L'arco di Adriano, adiacente al tempio di Zeus Olimpio. 

...e dopo aver fatto questo profondo tuffo nel passato storico cosa c'è di meglio che sedersi comodamente in uno dei tantissimi locali con vista sull'Acropoli...il Partenone o ancora il Theséion...e gustarsi un piatto tipico della cucina greca? A voi la scelta...


                                                                   Insalata greca

                                                                     Moussaka 

                                                                         Dakos

                                                            Torta Baklava 


                                                             Yogurt greco con frutta e miele 


P.S. Se vi recate ad Atene durante il periodo della stagione balneare, potete raggiungere con il tram la spiaggia di Kalamaki (si prende in centro e ci vogliono circa 40 minuti per arrivarci). Volendo potete anche proseguire nelle località vicine. Sicuramente le spiagge della provincia di Atene non sono così belle e caratteristiche come quelle delle isole greche, ma perchè non unire al tour culturale un momento per rilassarsi distesi al sole?!! 

mercoledì 27 agosto 2014


Racconti di viaggio 

Al vostro arrivo a MARRAKECH, la "Città rossa", sarete sorpresi dal contrasto di colori: la città, i suoi muri di mattoni rosa con le buganvillee (un particolare tipo di pianta), una moltitudine di palme e una rigogliosa vegetazione e, come sfondo un paesaggio magnifico con le cime innevate dell'alto Atlante sotto un cielo luminoso blu intenso. Perennemente soleggiata e intrisa di profumo di gelsomino o dei fiori di arancio dei suoi giardini.
All'interno delle mura di mattoni, nei vicoli brulicanti della sua medina, regna un'attività intensa, caratterizzata da urla di mendicanti, colori vivaci, profumi di cedro e spezie. 
Marrakech, mitica città, capitale della cultura, ha ispirato gli artisti, la moda e gli eventi; Marrakech "people", con i suoi palazzi di lusso e locali notturni. Marrakech, meta turistica da oltre un secolo, offre un sottile equilibrio tra i tesori del passato e l'energia continua delle culture viventi.

Giungiamo a Marrakech in tarda serata per recarci al Riad (le tradizionali case nobiliari marocchine) "Dar Tuscia", situato entro le mura della Medina e a pochi chilometri dalla piazza principale della città Jemaa el Fna. Una volta arrivati alla stazione centrale di Marrakech (prima abbiamo visitato Casablanca e Fes) abbiamo trovato ad attenderci l'autista (che avevamo richiesto tramite email al momento della prenotazione). È consigliabile in quanto, se non si conosce la Medina, può risultare difficile trovare l'hotel la prima volta. Personale disponibile, camera pulita e ben arredata, condizionatore e tranquillità. Colazione sufficiente, terrazza rilassante e hammam (a pagamento). Il Riad è a gestione femminile, les dames sapranno darvi consigli utilissimi su come muovervi in città, cosa visitare e come comportarvi in caso di persone troppo insistenti. Ottimo rapporto qualità/prezzo. (La moneta locale è il Dirham; 1 euro corrisponde a 11,1450 Dirham , 100 euro a 1.114, 50 Dirham).

Ciò che bisogna assolutamente vedere a Marrakech:

La Koutoubia (la moschea con il suo minareto), è stata costruita dalla dinastia almoaide in 40 anni (dal 1150),  con forme semplici, arredi sofisticati ed equilibrio delle sue proporzioni è considerata uno dei monumenti più belli del Maghreb. È stata usata come modello per due monumenti simili: la Giralda di Siviglia e la torre Hassan a Rabat. Il suo minareto di 77 m è visibile fino a 25 km. Illuminata di notte, è il "fiore all'occhiello" di Marrakech. Particolarmente bella la moschea che però non è accessibile ai turisti, ma solo alle persone di fede musulmana...un vero peccato! 




Piazza Jemaa el Fna è il cuore pulsante della città. Classificata Patrimonio Orale e Immateriale dell'Umanità dall'Unesco, deve la sua fama al suo spazio, la sua frequentazione ed il suo ambiente. Area pedonale è un luogo di incontro e di intrattenimento, con negozi e taverne che offrono cibi e bevande. Si possono ammirare cantastorie, indovini, incantatori di serpenti, acrobati e i famosi Gnawa che vibrano e rimbalzano al ritmo della "Krakachs" (nacchere metalliche) e ancora venditori di spremute, donne che fanno tatuaggi con l'hennè. Si passeggia perdendosi nei dedali di vie, accanto a motorini che sfrecciano all'impazzata, biciclette o carretti. Un caos organizzato! Ma è di notte che inizia la festa a Jemaa el Fna offrendo un ambiente medievale ed esotico, punto di incontro grazie ai cafè all'aperto che la circondano, in cui la città si trasforma in un grandissimo ristorante. Consiglio di mangiare in uno dei tanti banchetti che prepara piatti tipici marocchini, tra cui il "tajine" cucinato in svariati modi; si mangia bene e a poco prezzo oppure, per godersi la piazza al meglio, cenare in un ristorante che ha terrazzo con vista sulla piazza (come il Cafè du France), la sera con il tramonto.




La Medina e il sūq (il mercato organizzato) è un autentico labirinto di stradine e viuzze, praticamente è la città storica dentro le mura, se si è dei buon camminatori prima o poi si ritrova il varco in cui si è entrati ovvero facilmente allunghi il giro, tutti sono disposti a darti un aiuto o informazione in cambio di una mancia. Le mura della città antica, costruite in mattoni e lunghe 19 km annoverano una ventina di porte "Bab". Le porte sono punti di riferimento importanti per entrare o uscire dalla medina. Alcune, come Bb eh Debbagh e Bab Agnaou hanno mantenuto la loro architettura originaria. È il luogo dove si vede come scorre la vera vita marocchina, si vende, si compra, si contratta, si parla, si ride e si scherza; è un luogo magico dove sembra che il tempo si sia fermato! Percorrere la Medina di Marrakech rappresenta un'esperienza unica. Non si possono descrivere a parole i rumori, la confusione, i profumi, i cattivi odori e i colori della Medina. Impossibile resistere allo shopping. Vietata alle persone schizzinose o prevenute... bella e caratteristica tutta partendo sempre dal presupposto che siamo in un paese comunque povero e dove sicuramente non trovate pulizia profonda e benessere, ma comunque un modo diverso di vivere, dà l'impressione di essere reale e non solo turistica. Pericolo assente anche di notte. Evitate i ragazzini che al posto di darti indicazioni sui percorsi vi si "attaccano" e poi vogliono soldi.




Il Palazzo Bahia (Palazzo della Bella) è stato costruito nel tardo XIX secolo dall'architetto El Mekki, fu notevole per i suoi sofisticati arredi, i suoi giardini, fontane e cortili ombrosi, ma anche per il suo piano architettonico. Infatti, il palazzo ospitava la famiglia del grande visir Ba Ahmed Ben Moussa, cioè 4 mogli, 24 concubine ed innumerevoli bambini.
La disposizione delle stanze, porte e corridoi è progettata in modo che ciascuna possa proteggere la propria privacy ed evitare di incontrare gli altri. La lunga costruzione è durata 7 anni, da qui l'origine di una famosa espressione marocchina "la Bahia è finalmente finita!" usata per fare riferimento a un caso che ha richiesto molto tempo. Silenzioso e desolato. Oggi è un peccato che non sia curato come si dovrebbe; dà l'impressione di combattere tra un passato fastoso e un presente piuttosto indifferente. La cosa più bella sono sicuramente i nidi delle bellissime cicogne che mantengono forse viva la maestosità che doveva avere quel luogo in passato.




Il giardino Majorelle è un sito incantevole creato dal pittore francese Jacques Majorelle che nel 1922 si è stabilito qui. Qui potrete rilassarvi tra la sinfonia di luci e colori, fiori e piante esotiche, canti degli uccelli e fontane. L'artista dipinse le pareti della sua villa di architettura art decò e il giardino di un blu oltremare intenso e luminoso. Questo giardino blu nella città rosa è sorprendente, eppure è il cielo azzurro di Marrakech! Oggi di proprietà della Fondazione Pierre Bergé-Yves Saint-Laurent, il giardino Majorelle ospita il Museo di Arte Islamica e le ceneri del celebre stilista. All'interno anche un piccolo museo dedicato ai berberi, nuovissimo e ben tenuto e, una collezione di biglietti d'auguri disegnati dallo stilista francese. È il giardino più bello e curato della città con tante varietà di piante: bambù, piante grasse, ninfee e di pesci rossi. Si entra in un altro mondo, è tutto ben organizzato e c'è un senso di pace molto coinvolgente. Da visitare per trovare un attimo di pace nella bolgia di Marrakech.




La Madrassa Ben Youssef: costruzione Saadiana, gioiello di marmo, stucco, piastrelle e cedro è una grande università coranica che attira studenti da tutto il mondo musulmano (la più grande di tutto il nord Africa). Non è facile da trovare, ma una visita alla scuola coranica merita assolutamente. Si trova all'interno della medina, dunque, è un luogo perfetto per uscire dal frastuono della strada e dalle varie richieste delle persone. La Scuola Coranica si componeva di più di 100 camere per gli studenti e una Sala per la preghiera. Legni e marmi intarsiati e una struttura per l'epoca all'avanguardia. Ascoltare proprio dall'interno della scuola il muezzin che chiama a raccolta il popolo islamico è una bella sensazione. Il suo fascino risiede non solo nella bellezza dell'edificio, ma nella capacità evocativa del suo passato come luogo di cultura e formazione.




Essaouira: si trova lungo la costa atlantica del Marocco, a ovest di Marrakech, famosa soprattutto per la sua Medina sul mare presente nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. La fortezza, i muri bianchi e cangianti, la rilassatezza dei suoi abitanti, la Kasbah, le botteghe artigiane, rendono questa città unica e dal sapore europeo: nel 1756 i francesi ne fecero un perfetto esempio di architettura militare e la arricchirono con mura, torri, bastioni e porte riuscendo a coniugare perfettamente la cultura arabo-musulmana con quella d’oltre mare.
Essaouria, originariamente chiamata Mogador, cioè piccola fortezza, è da sempre un importante porto che collega il Marocco con il resto dell’Africa e dell’Europa. Le coste di Essaouria sono avvolte durante quasi tutto l’anno dalle brezze oceaniche e molti sono i surfisti e gli amanti del windsurf che la raggiungono per volteggiare sul pelo dell’acqua a largo della costa. Interessante osservare il  mercato del pesce e il lavoro dei pescatori e dei commercianti. I negozi vendono prodotti di artigianato locale, come ad esempio, prodotti in legno di tuia, vestiti ricamati e tappeti. Essaouira è la destinazione ideale per un soggiorno all’insegna di storia, arte e avventura. Consiglio la citta' tranquilla, rilassante... ma non per il mare! La spiaggia di Essaouira è larghissima, lunghissima e piuttosto chiara; si può passeggiare per ore e, addentrandosi, a un certo punto sembra proprio di stare nel deserto, con dune altissime, di colore ocra e rossiccio. Dalla mattina fino alla sera si può fare jogging, passeggiate a cavallo o a dorso di cammello, prendere il sole, ma ad eccezione delle ore più calde il vento che si alza è fastidioso e l'acqua non è proprio limpida e ideale per la balneazione. 




Escursione nel deserto: è stato, per me, sicuramente il momento più particolare e toccante per scoprire le più belle perle del Marocco, le preziose montagne dell'Alto Atlas, le oasi dalle esuberanti palme, le antiche e secolari Kasbe, le magnifiche città berbere con le loro costruzioni particolari, un paesaggio selvaggio formato da profondi canyon e gole del deserto con le sue fantastiche dune di sabbia. Niente più che inoltrarvi nel deserto vi farà avvicinare alla realtà del Paese, alla bellezza delle terre marocchine e vivere momenti indimenticabili al ritmo dei tamburi berberi. Il mio consiglio è di affittare una 4x4 dove una guida marocchina vi accompagnerà per tutta la durata del viaggio. Noi abbiamo scelto il tour da Marrakech verso Zagora, attraverso molti panorami diversi e unici. A Ouarzazate in direzione di Tinerhir, ci siamo fermati a visitare un interessante complesso: la "Qasba Taourirt", abitata sino a poco dopo gli anni trenta, oggi un interessante complesso turistico visitabile. Alle spalle del monumentale edificio si apre un piccolo villaggio tuttora abitato, interno alla kasbah. Non c'e nulla di straordinario e non è arredato, ma ci sono delle curiosità architettoniche e dalle finestre si ha una bella panoramica della città e della valle. Nelle immediate vicinanze della suggestiva cittadina vi sono numerosi studi cinematografici (Atlas Film Corporation Studio), dove vennero (e vengono tuttora) girati svariati film ambientati nel deserto, tra i quali celebri produzioni epiche hollywoodiane. Durante il viaggio abbiamo fatto diverse soste, abbiamo pranzato in ristoranti tipici  ed economici; nel pomeriggio siamo giunti dopo un'ora di cammino in sella ai dromedari, tra le dune della regione di Souss-Massa-Draâ, abbiamo ammirato un bellissimo tramonto, anche se una volta addentrati nel deserto ci ha avvolto una tempesta di sabbia...è stata una sensazione forte e indescrivibile...
Giunti all'accampamento berbero (con tende da 4 persone), nella tenda centrale i berberi ci hanno offerto la cena e abbiamo cantato, suonato, parlato con persone di ogni nazionalità e cultura.
Ognuno di noi porta dentro di sè un ricordo legato ad un particolare luogo... Io non potrò mai dimenticare l'emozione di trovarsi in una tempesta di sabbia in mezzo al deserto in sella al dromedario, il silenzio, le forti raffiche di vento, la notte in tenda per poi aspettare l'alba con tutto il suo incanto...
Il mio grazie va a tutti coloro che ci hanno accompagnato in questa avventura, per ciò che abbiamo visto e per la caratura umana delle persone che abbiamo conosciuto; per averla resa un'esperienza unica ed emozionante. Ci ritornerò sicuramente...






domenica 27 aprile 2014

  Racconti di viaggio 


Il nostro viaggio in Turchia parte dall'incantevole ISTANBUL, unica città al mondo costruita tra due continenti, Europa e Asia, punto di incontro tra culture e civiltà diverse. Poche grandi città hanno la vitalità di Istanbul, gli abitanti stimati approssimativamente intorno ai 14 milioni, si dedicano alle occupazioni quotidiane con impegno e fervore.
I quartieri custodiscono magnifici monumenti ed edifici risalenti alle epoche bizantina e ottomana; le parti storiche della città si esplorano facilmente a piedi, con l'accompagnamento dell'evocativo sottofondo dei muezzin (incaricati di salmodiare cinque volte al giorno dal minareto il richiamo che serve a ricordare l'obbligo della preghiera della Salāt) e  del suono basso delle sirene dei traghetti che collegano l'Europa all'Asia.
La città ha un carattere contemporaneo e contraddistinto da una certa eterogeneità. Sulla vostra strada potrete trovare una tradizionale meyhane (taverna) turca piena di famiglie chiassose, un raffinato bar/ristorante che serve floridi professionisti, una çay bahçesi (sala da tè all'aperto) colma di persone che fuma il narghilè o, un centro commerciale con il bar che serve cappuccini a donne coperte dal velo.
Tutta la gente del posto, comunque sia, vi farà sentire ben accolti e vi farà capire che non c'è un altro luogo come questo.
                                                                                                            
                                                                                                           9 luglio (2013)
Decollati dall'aeroporto Orio al Serio (Bergamo) alle 14.25 di una calda giornata estiva e atterrati all'aeroporto Sabiha Gökçen (35 km a sud-est di Istanbul) alle 17.50 (ora locale, un'ora indietro rispetto all'Italia) facciamo un po' di fila al controllo passaporti (va bene anche la carta d'identità per chi fosse sprovvisto di passaporto) e le guardie turche ci rilasciano il visto di soggiorno turistico che custodiamo meticolosamente, affinché non si perda e, quindi, evitare il problema al momento di esibirlo al viaggio di ritorno. Ritiriamo i nostri bagagli e nel dirigerci verso l'uscita notiamo che il Sabiha  Gökçen, l'edificio antisismico più grande al mondo, si presenta come un modernissimo scalo internazionale. Preleviamo un po' di contanti in lira turca ai bancomant presenti all'interno dell'aeroporto e usciamo fuori per prendere lo shuttle della compagnia Havataş in direzione piazza Taksim per poi raggiungere la zona di Sultanhamet (Le navette partono ogni mezz'ora dalle 4 del mattino all'una di notte). I biglietti si fanno a bordo, costano 13TL e si paga con la moneta locale. Percorriamo  l'autostrada E6 che porta verso il centro della città, ma attraversando uno dei ponti più trafficati della città il tempo di percorrenza risulta notevolmente dilatato (nel caso in cui si effettua il viaggio di ritorno è bene sempre calcolare di arrivare in anticipo in aeroporto).
Esistono altre soluzioni per arrivare in città come prenotare on-line degli shuttle privati che portino a Sultanhamet o direttamente al proprio albergo, ma è consigliabile solo nei casi in cui si atterra o troppo presto o troppo tardi per il lievitare dei costi del servizio così come i taxi che si trovano fuori dagli arrivi il cui prezzo è inevitabilmente più alto e dipende dagli orari e dal traffico incontrato. 
Giunti in piazza Taksim acquistiamo la "Istanbulkart" (una tessera elettronica che serve come un biglietto, consigliabile se si pensa di usare i mezzi pubblici per più di uno o due giorni perché prevede tariffe scontate rispetto ai prezzi dei singoli biglietti ed ha validità per la metropolitana, la funicolare, i tram, i traghetti, gli autobus IETT,LRT) e prendiamo la funicolare che fa una sola fermata per Kabataş, qui prendiamo il tram in direzione Eminönü e scendiamo alla fermata Sultanahmet (dove si trova il nostro albergo). Si scorgono subito i capolavori architettonici, in così breve distanza una dall'altra, della Basilica Aya Sofya e della Moschea Blu e della loro maestosità. Ci dirigiamo in hotel (Tashkonak) per posare i bagagli, fare una doccia e riposarci un po'. La sera usciamo per le vie di Sultanahmet, con l'intento di gustare un buon kebab e, infatti, ci fermiamo in un locale che ha dei tavolini predisposti all'aperto per consumare il nostro panino, la temperatura è fresca, ma piacevole. Dopodiché facciamo una passeggiata e ci sediamo sulle panchine situate in centro alla piazza tra la Basilica Aya Sophia e la Moschea Blu ove è ubicata una fontana dalla quale sgorga l'acqua a ritmo incalzante, tutto intorno è pieno di luci e colori cangianti che creano una cornice spettacolare e, il richiamo dei muezzin ai fedeli risuona su tutto il quartiere trasportandoci in una magica atmosfera orientale del tutto particolare.
Ritorniamo in hotel un po' stanchi dopo il viaggio, ma già soddisfatti del primo impatto con Istanbul!



                                                                                                                  10 luglio 
Ci svegliamo di buon'ora e facciamo una discreta colazione (in albergo) degustando, soprattutto, un buon çay (il tipico thè turco) e ci prepariamo alla lunga giornata turistica.
Molti visitatori di Istanbul non si allontanano mai da Sultanahmet e, la cosa non sorprende, poche città al mondo hanno una tale concentrazione di monumenti, negozi, alberghi e ristoranti così facilmente raggiungibili a piedi. Essa ospita la maggiore attrazione turistica di Istanbul, questo è il cuore della vecchia Bisanzio e meta di quasi tutti i viaggiatori contemporanei.
Iniziamo il nostro tour dalla BASILICA AYA SOFYA fatta costruire dal grande imperatore Giustiniano e ambita per secoli dagli ottomani, fino a quando Mehmet il Conquistatore si impossessò della città rivendicandola all'islam. Entrando dalla porta imperiale, lo sguardo è irresistibilmente attratto dalla massiccia cupola che sembra innalzarsi  senza sostegni. Una luce soffusa invade la moschea dalle numerose finestre e fa brillare i mosaici dorati che rivestono la cupola e si nascondono negli angoli in ombra. Qui echeggia la storia. Gli interni sono prevalentemente bizantini nelle forme e nelle decorazioni, ma la profusione di candelieri, vasche per le abluzioni e medaglioni con bellissime calligrafie arabe è tutta ottomana. Impossibile non rimanere estasiati dalla magnificenza di questo edificio dalla storia millenaria adesso convertito in museo, ma che immagino renda il suo massimo splendore in un periodo diverso da questo estivo meno preso di mira dai turisti!

Sempre in zona si trova la CISTERNA BASILICA SOTTERRANEA costruita da Costantino nel 500 come serbatoio idrico per il grande palazzo di Bisanzio (palazzo Topkapi), l'acqua proveniva da una foresta situata a circa 20 km da Istanbul, denominata la Foresta di Belgrado" (solo perché i boscaioli erano originari della zona di Belgrado) in seguito cadde in disuso e fu scoperta soltanto nel XVI secolo quando un archeologo francese scorse qualcuno pescare infilando dei secchi nelle aperture del pavimento. Scendendo dal livello della strada ci si trova di fronte ad una vera meraviglia: un capolavoro dell'architettura romana illuminato da suggestive luci rosse. Ora l’acqua presente nella cisterna ha un livello molto basso, ma sufficiente a far sì che pesci molto grossi abbiano trovato lì il loro habitat naturale. Si può ammirare tale spettacolo camminando su passerelle di legno che si snodano tra le colonne. La sua affascinante selva di colonne tutte perfettamente allineate provenienti da vari templi, le più ammalianti sono quelle con il fregio dell'occhio del pavone e quelle poggiate su due enigmatiche teste di Medusa, una di profilo e una capovolta e le carpe spettrali rappresentano una grandiosa opera di ingegneria idraulica e creano un'atmosfera così misteriosa da non poterla perdere assolutamente.







All'uscita passeggiando nei dintorni vediamo un mercato coperto composto da tante casette di legno e decidiamo di fare un giro. Qui si possono trovare ornamenti femminili, donne che ricamano su tessuto o che lavorano l'argilla, tappeti, oggetti in rame, argento e altri materiali e cibi tipici del luogo, infatti, prima di andarcene assaggiamo dei dolcetti con datteri e frutta secca molto buoni e leggeri per un pranzo.

Ci rechiamo verso la MOSCHEA BLU (Sultan Ahmet Camii) ma dobbiamo attendere per entrare la fine della preghiera per i fedeli islamici. Uno fra i più begli edifici di Istanbul si deve al grandioso progetto del sultano Ahmet I, la cui tomba è situata nel lato nord, di fronte al Sultanahmet parkı. La meravigliosa facciata curvilinea della moschea presenta sei minareti e le migliaia di piastrelle blu di İznik che ornano l'interno danno il nome di Moschea Blu all'edificio. Venne realizzata dal sultano di fronte ad Aya Sofia per competere in bellezza e grandiosità con l'opera di Giustiniano.
L'ingresso ai non musulmani è consentito entrando dal cortile che si affaccia sull'Ippodromo. È obbligatorio lasciare le proprie scarpe negli appositi ripiani per cui è più igienico indossare dei calzini, le donne sono invitate a coprirsi il capo con scialle o con foulard.

Nel pomeriggio ci rechiamo al GRAN BAZAR uno dei luoghi più suggestivi di Istanbul. Attraverso il folklore, i colori, gli odori e i profumi tipici di questa terra magica, i suoi corridoi e gli oltre 4000 negozi, ci ritroviamo immersi in quello che è il più grande mercato coperto del mondo.
Quando Mehmet il Conquistatore pose la prima pietra del Bazar, avviò il più importante mercato dell'impero ottomano. Il bedesten originale (con il classico soffitto a volta), dove oggi si trovano antiquari e negozi di curiosità, si ampliò in seguito fino a comprendere gli han circostanti, creando il caotico agglomerato di negozi tuttora esistente.
È molto scenografico: ci si trova di tutto, una successione ininterrotta di negozietti pieni e luccicanti, un vero labirinto dove ci si può perdere per ore. Ci rendiamo conto, però, fin da subito che il Gran Bazar è una trappola per turisti: i prezzi, gonfiati, si possono ridurre se si sa contrattare, ma rimangono comunque alti, infatti, si vedono poche persone del posto e fiumi di turisti. Ad un passo fuori dal bazar la stessa merce la si trova a minor prezzo! Bisogna prestare molta attenzione alla loquacità dei commercianti che cercano di attirare i turisti all'interno delle botteghe o di vendere ad ogni costo la loro merce, risultando pesanti ed invadenti! Bello da vedere ma gli affari si fanno fuori...

Ritorniamo nel cuore di Sultanahmet dove ceniamo in un tipico ristorante anatolico, certamente non vi mancherà la scelta dei ristoranti in questo quartiere. Quasi tutti i locali, però, si rivolgono esclusivamente ai turisti e non sono, quindi, interessati a crearsi una clientela, perciò servono piatti di qualità che varia da accettabile a scadente. Entriamo nel Karadeniz Aile pide & kebap sofrasi un affermato locale che serve una deliziosa mercimek (zuppa di lenticchie) ed è anche molto popolare per il pide (pizza turca). Locale semplice, ma il servizio è cordiale e i prezzi ragionevoli.
Facciamo una passeggiata in piazza e ci avviciniamo alla gente del posto nel sentire un concerto di musica turca. Ogni sera si tengono importanti eventi a carattere locale.

                                                                                                                    11 luglio 

Usciamo presto dal nostro albergo (la città comincia a svegliarsi e in giro si vedono ancora pochi turisti) e facciamo un giro nel vicino BAZAR ARASTA, qui dentro e nei pressi si trovano i migliori negozi di Sultanahmet. In passato questa antica galleria di negozi faceva parte del Külliye (complesso) della Moschea Blu e tuttora i proventi degli affitti sono destinati alla gestione della moschea. Nelle vie circostanti si trovano i negozi di alcuni dei più noti commercianti di tappeti e ceramiche della Turchia.

Terminato il nostro giretto più di curiosità che di shopping ci dirigiamo verso PALAZZO TOPKAPI (Topkapı Sarayı).  Esso è la maggiore attrattiva turistica della Turchia, a buon diritto. Per diversi secoli fu residenza dei sovrani ottomani, il Topkapı conserva molti tesori, tra cui uno straordinario Harem, bizzarri padiglioni che si affacciano sul Corno d'Oro e un museo colmo di gioielli. La visita dell'Harem merita decisamente il biglietto supplementare in vendita alla biglietteria d'ingresso.
L'opulento palazzo Topkapı con i suoi misteri, i suoi segreti e le sue tante contraddizioni è una tappa a cui non si può rinunciare una volta ad Istanbul.
Inoltre, vi potrete sedere nel ristorante che si trova all'interno del complesso, come abbiamo fatto noi e, consumare piatti tipici del posto "gustando" anche dell'incredibile scenario alla vista del Corno d'Oro.




Nel pomeriggio ci rechiamo a piedi verso la zona portuale di Eminonu (ma c'è anche il tram che fa proprio capolinea qui) per inoltrarci nel BAZAR DELLE SPEZIE (Misir Carsisi). 
Balzano subito agli occhi le variopinte piramidi di spezie e le elaborate composizioni di lokum (delizia turca) simili a gioielli; è un regno di colori, di profumi, di suoni...che sono una gioia per gli occhi delle migliaia di turisti che visitano tutti i giorni questo mercato ottomano, frequentato regolarmente anche dai migliori cuochi della città che qui vengono a rifornirsi di frutta secca e spezie.
L’edificio stesso è bellissimo, composto com’è da 88 camere a volta. Secondo solo al mitico Gran Bazar, il Bazar delle Spezie è famoso per i negozi e i banchi ricolmi di prodotti tradizionali di spezie, erbe rare, profumi, prodotti di erboristeria, frutta secca, medicinali naturali, semi, strane radici.
Ogni banco è un colore, una sorpresa, un profumo…una tentazione! Strani grappoli di radici secche a penzoloni, centinaia di tipi diversi di zafferano, thé e chay di tutte le qualità, il tutto presentato egregiamente. Fate come la gente del posto assaggiate prima di acquistare e confrontate i prezzi anche se, rispetto al Gran Bazar, sono più convenienti. Trovare regali e souvenirs, qui, non sarà certo un problema. La disposizione ordinata e variopinta delle merci è di per sé un'opera d'arte da fotografare...! 


Ovviamente non abbiamo potuto resistere nell'acquistare della frutta secca e il dolce tipico arabo dal sapore molto particolare: il baklava, fatto di pasta sfoglia e farcito all'interno con sciroppo di zucchero, succo di limone, miele, burro, cannella, noci o pistacchi. Certo non è poco calorico, anche un po' troppo oleoso, ma come si fa a non assaggiare un dolce così popolare!

Vicino al Barzar delle Spezie visitiamo la MOSCHEA NUOVA (Yeni Cami). Nel 1957, Valide Sultan Safiye, madre di Mehmet III, ordinò la costruzione di una nuova moschea con relativo complesso külliye nel cuore commerciale della città. Gli abitanti della zona (tra cui una comunità di ebrei caraiti trasferiti nel quartiere in costruzione di Hasköy) furono costretti ad andarsene per fare spazio all'edificio, la cui costruzione richiese 66 anni. La moschea è una delle principali attrattive, a differenza del suo nome, nel panorama della Città Vecchia. 


Decidiamo di fare il TOUR SUL BOSFORO, sempre in zona partono tantissime imbarcazioni! Si può esplorarlo in molti modi. Il più comune è il Bosphorus Public Excursion Ferry (solo andata TL 15 e andata/ritorno TL 25), che parte da Eminönü alle 10.30.  Questi traghetti fermano a Beşiktaş, Kanlıca, Yeniköy, Sarıyer, Rumeli Kavağı e Anadolu Kavağı. Il viaggio dura circa 90 minuti per ciascuna tratta; al ritorno i traghetti partono da Anadolu Kavağı alle 15 (tutto l'anno) e alle 16.15 e 17 (18 il sabato) da metà aprile a ottobre. Da metà giugno a inizio agosto una crociera al tramonto parte da Eminönü di sabato sera alle 19.15 e ritorna da Anadolu Kavağı alle 22.
Un'altra soluzione è un'escursione in battello privato. Anche se questi portano soltanto fino ad Anadolu Hisarı e ritorno (senza fermate), considerate che, essendo queste imbarcazioni più piccole, navigherete più vicino alla costa e potrete vedere molto di più. L'escursione dura circa 90 minuti e il biglietto costa TL10.


                                                                                                                                   12 luglio
La giornata inizia in modo molto gustoso poichè, dopo aver avvistato già da qualche giorno la vetrina di Pastanesi, un'invitante pasticceria con un'appetitosa vetrina, entriamo a fare colazione. Gentilezza ed efficienza del personale ottima. Consiglio...questo è sicuramente il ricordo "più dolce" di Istanbul!
Seduti a tavolino decidiamo il programma della mattinata: visitare la Süleymaniye camii (Moschea di Solimano il Magnifico), la più imponente e panoramica tra le moschee di Istanbul è situata sulla cima di uno dei sette colli della città, con una splendida vista sul Bosforo. Voluta da Solimano il Magnifico che incaricò Mimar Sinan, il più grande architetto ottomano, per la progettazione del maestoso edificio.
L'ingresso è gratuito, la moschea è chiusa durante gli orari di preghiera. La Moschea di Solimano è l'unica attrazione di Sultanhamet a non essere collegata con il tram e per raggiungerla è necessario percorrere una rampa in salita (che fatica!!!), ma lo scenario da vedere è molto particolare: Il cortile sprigiona un senso di immensità, mentre all'interno si trovano vetrate luminose. A differenza della Moschea Blu gli interni sono piuttosto spogli e poco decorati. All'esterno si trova la tomba del Solimano e i curati giardini con una grande terrazza dove ammirare una bella vista sul Corno d'Oro.
Le fermate del tram più vicine sono quelle di  Eminonu e di Beyazit, da entrambe sono necessari 15-20 minuti di cammino.

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso la TORRE DI GALATA percorrendo il Ponte Galata. Costruita originariamente nel 1348, questa torre era il punto più alto delle fortificazioni genovesi di Galata e, in epoca ottomana fu utilizzata soprattutto come torre di avvistamento degli incendi che divampavano regolarmente in città.



La vista dalla cima sulla città è spettacolare.


Ripercorriamo il Ponte Galata e nulla è affascinante come attraversarlo al tramonto, quando le moschee in cima ai sette colli si stagliano contro il ciel rosa tenue e il profumo del tabacco di mele aleggia dai narghilè fumati nei caffè sottostanti. Qui è disseminato di pescatori e questo è anche il posto migliore della città per osservare i traghetti che scivolano lungo il Corno d'oro. Ci soffermiamo ad ammirare e ad immortalare questo spettacolare scenario. 






Attraversato il ponte Galata vediamo delle imbarcazioni dorate in stile barocco-ottomano 
che preparano degli invitanti balık ekmek (panino con il pesce). Esso, era il pasto tipico pasto dei pescatori, dalle loro barchette attraccate sulle sponde del Corno d'Oro si è rapidamente diffuso in tutta la città, diventando il modo più economico e sfizioso per fare una scorpacciata di pesce. Un piatto semplice, ma molto gustoso!

                                                                                                                               13 luglio
Dopo aver fatto colazione, partiamo in direzione Istiklal Caddesi (Viale Indipendenza) ove si trova la frenetica e caotica PIAZZA TAKSIM, questa piazza deve il nome al vecchio serbatoio di pietra situato sul lato ovest, ma è meglio nota come cuore simbolico della città moderna e meta di un flusso costante di abitanti che ci vengono in automobile, autobus, funicolare e metropolitana, per tuffarsi nel trambusto.
Abbiamo evitato di andarci nei giorni precedenti e soprattutto di sera per i violenti scontri tra i manifestanti e la polizia turca...infatti, non appena giunti è impossibile non notare le centinaia di poliziotti con scudo e manganelli che presidiano la piazza.
Qui vi si trovano chiese, moschee, negozi, alberghi e hamam (bagni turchi). Un insieme di persone gironzola per boutique e librerie, sbircia nelle gallerie e chiacchiera seduti ai bar, ma data la situazione abbiamo la sensazione che la vivacità di tale piazza sia molto contenuta. Ci è sembrata, comunque, molto europea...



In seguito alla passeggiata ci dirigiamo verso i pullman dell'Havataş diretti all'aeroporto di Atatürk per prendere un volo locale e atterrare ad Izmir (Smirne)...perchè il nostro viaggio continua...